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Economia altoatesina: migliora il clima di fiducia, ma senza euforia

A metà 2010 l’economia altoatesina può fare un bilancio prevalentemente positivo, che presenta però anche qualche ombra. Di pari passo con la tentennante ripresa a livello internazionale, sono leggermente migliorati anche gli indici di fiducia delle imprese altoatesine, senza però generare particolare euforia. Va tenuto comunque presente che anche quando gli indici di redditività hanno raggiunto il loro valore più basso, la situazione era ancora positiva per la maggior parte delle imprese altoatesine.
Il quadro internazionale e nazionale
A metà 2010 la crisi congiunturale internazionale sembra essere in gran parte superata. L’economia mondiale è trainata da alcuni paesi emergenti (in particolare da Cina e India) e anche l’economia statunitense quest’anno crescerà in maniera consistente (+3,2%). L’andamento congiunturale di molti paesi si regge però grazie agli interventi statali. I bilanci di molte nazioni hanno perso il loro equilibrio, con tutte le conseguenze che ciò comporta per l’indebitamento pubblico. Un esempio per tutti è la crisi greca. Di conseguenza, l’euro ha subito grosse pressioni sui mercati valutari. Solamente le decisioni prese a Bruxelles l’8 e il 9 maggio sono riuscite ad allentare la situazione con aiuti pari a 750 miliardi di euro, senza però risolvere veramente il problema permanente dell’indebitamento.
In Europa sarà la Germania il motore trainante della congiuntura nel 2010, con una crescita economica del 2,1%. Per l’Austria l’IFO stima una crescita del PIL pari al +1,4%, per l’Italia del +0,8%, per la zona UE27 complessivamente del +1,0%. Si presuppone che anche nel secondo semestre 2010 le Banche Centrali non alzeranno i tassi di sconto. Pertanto non dovrebbero salire molto nemmeno i tassi bancari, garantendo ancora condizioni di investimento favorevoli per le imprese. Il prezzo del petrolio non dovrebbe salire particolarmente e assestarsi sui 79 dollari statunitensi al barile. In combinazione con una moderata ripresa della domanda di materie prime, non dovrebbero esserci tendenze inflazionistiche particolari. Il cambio euro/dollaro previsto per il periodo analizzato è di 1,20 dollari per un euro. Di fronte alla ripresa economica le borse dovrebbero risalire leggermente. Inoltre si prevede un consolidamento della politica finanziaria a partire dal 2011. L’esaurirsi degli impulsi statali graverà sulla domanda interna e quindi sull’andamento congiunturale di diverse economie, attenuando così i tassi di crescita per il 2011.
L’economia altoatesina
A metà 2010 l’economia altoatesina può fare un bilancio prevalentemente positivo, anche se con qualche ombra.
L’economia altoatesina continua a creare posti di lavoro (+0,9% di occupati nel primo trimestre 2010). Inoltre, nei primi mesi dell’anno si è calmata anche la situazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e gran parte delle aziende industriali è tornata alla piena produzione. Dopo una breve impennata a inizio anno, il tasso di inflazione si è assestato su un livello non problematico (2,2% a giugno 2010). Nei primi tre mesi del 2010 il commercio estero ha registrato un incremento, per la prima volta dopo cinque trimestri (export: +6,4%; import: +7,9% rispetto all’anno precedente). Il rianimarsi dei mercati esteri si riflette anche sulle statistiche dell’Autostrada del Brennero (mezzi pesanti: +4,3%, mezzi leggeri: +1,8%). Infine, nei primi cinque mesi dell’anno è cresciuto ancora leggermente il numero di imprese iscritte al Registro delle imprese.
L’andamento congiunturale altoatesino presenta però anche qualche ombra: nonostante l’aumento dei posti di lavoro, cresce anche il numero di persone in cerca di lavoro, che ormai è pari quasi a 10.000 persone. Rispetto ai valori nazionali e internazionali, il tasso di disoccupazione altoatesino, pari al 3,8%, è comunque ancora molto basso. Sul mercato dei crediti si osserva un calo della domanda di crediti da parte delle imprese, soprattutto nell’edilizia e nelle imprese con meno di 20 dipendenti. La domanda di crediti è in leggero calo anche nel settore alberghiero e della ristorazione. Partendo da un livello abbastanza buono peggiora la qualità dei crediti, con un aumento di circa un terzo dei crediti inesigibili. Numericamente non quantificabile è invece il fenomeno dei concordati stragiudiziali, della peggiorata morale nei pagamenti e delle difficoltà negli incassi. I commenti delle imprese fanno supporre che questi problemi colpiscano ormai tutti i settori.
Di fronte ad una ripresa prudente in campo internazionale, cresce comunque di nuovo la fiducia delle imprese altoatesine. Per il secondo semestre 2010 il 72% delle imprese intervistate si aspetta un risultato positivo (il 14% buono, il 58% soddisfacente). Gli ultimi sondaggi evidenziano un dato interessante: non crescono solamente le aspettative reddituali, ma per la prima volta migliora di nuovo anche il giudizio sulla redditività. Ciò potrebbe significare l’inizio di un’inversione di tendenza. Va tenuto comunque presente che anche quando gli indici di redditività hanno raggiunto il loro valore più basso, la situazione era ancora positiva per la maggior parte delle imprese altoatesine.
I giudizi più fiduciosi in un andamento reddituale positivo, anche se in leggera frenata, si registrano sempre nel settore alberghiero e della ristorazione. L’artigianato manifatturiero e il commercio al dettaglio dovrebbero confermarsi importanti fattori di stabilità. Molto migliorate sono le previsioni soprattutto in alcuni comparti dei settori a orientamento internazionale, ovvero nel commercio all’ingrosso e nell’industria, ma anche nei trasporti. Nel settore dei servizi il clima è decisamente più moderato, soprattutto a causa di una crescente prudenza nell’intermediazione monetaria e finanziaria. Resta ferma l’edilizia, per la quale non si prevede alcun miglioramento a breve termine. Per quanto concerne le cooperative agricole, le latterie sono abbastanza fiduciose. Quasi tutte le cantine sociali prevedono prezzi al produttore soddisfacenti, per le cooperative ortofrutticole invece saranno prevalentemente negativi.
Dei 43 comparti analizzati, in 28 comparti oltre il 75% delle imprese si aspetta per il secondo semestre del 2010 un risultato positivo; in 9 comparti, la maggior parte (tra il 50% e il 74% delle imprese intervistate) si attende risultati positivi. In 6 comparti prevalgono le imprese che temono un andamento negativo. Si tratta delle cooperative ortofrutticole, dell’industria estrattiva, dell’industria edile, dell’intermediazione monetaria e finanziaria, del settore industriale tipografico e grafico e dell’ingegneria civile.


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