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 KLIMAENERGY 2010
Biogas in Alto Adige: ampie le possibilità di crescita


Sfruttando al massimo il potenziale di produzione di biogas della provincia si arriverebbe a coprire l’intero fabbisogno per l’illuminazione pubblica dell’Alto Adige, che è pari al 2% dei consumi elettrici complessivi dell’intera provincia. Questo è uno dei risultati principali dello studio condotto dall’Area Energia & Ambiente del TIS innovation park su incarico della Ripartizione Agricoltura della Provincia di Bolzano. Lo studio ha indagato la realtà della produzione di biogas in Alto Adige, per quantificare la biomassa di scarto e le potenzialità di crescita del settore. La presentazione ufficiale dello studio è avvenuta il 22 giugno 2010 nel corso di una conferenza stampa presso il TIS innovation park. 
Nel 2008 sono stati prodotti in provincia di Bolzano 16 milioni di metri cubi di biogas destinati alla generazione di energia elettrica e calore: sfruttando al massimo il potenziale del biogas da scarti d’allevamento e agro-industriali se ne potrebbe più che triplicare la quantità. Con ulteriori 35 milioni di metri cubi di biogas si potrebbe produrre tanta energia elettrica da coprire l’intero fabbisogno annuo per l’illuminazione pubblica dell’Alto Adige o soddisfare il consumo annuo di circa 20.000 abitazioni. Lo studio che ha permesso di arrivare a queste conclusioni è stato condotto dall’Area Energia & Ambiente del TIS innovation park su commissione della Ripartizione Agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano. L’aumento della produzione di biogas sarebbe raggiungibile attraverso un maggiore utilizzo del letame e dei liquami da allevamento, dal momento che, come emerso dallo studio, il potenziale non sfruttato in questo settore è pari ad otto volte il quantitativo attualmente già valorizzato in impianti biogas. E letame e liquami sono solo una parte della biomassa prodotta in Alto Adige potenzialmente impiegabile a fini energetici. Anche gli scarti del comparto agro alimentare, che non sempre trovano canali di utilizzo praticabili, potrebbero essere destinati agli impianti di biogas, essendo spesso biomassa “pregiata” grazie alla loro elevata producibilità specifica.


«Il biogas è interessante anche per motivi che vanno oltre al puro valore energetico» afferma l’Assessore Provinciale Hans Berger «poiché se si pianificano impianti e circuiti in modo sensato, si posso ottenere numerosi effetti positivi per il clima, l’ambiente e la società».


Franz Schöpf, Direttore Ufficio Innovazione, ricerca e sviluppo della Provincia di Bolzano continua: «La produzione di biogas non è importante solo per la crescente indipendenza energetica dell’Alto Adige, ma offre ad un numero sempre maggiore di imprese altoatesine un interessante mercato di nicchia, che non è limitato alla nostra provincia, ma che sta diventando molto interessante anche per il resto del territorio italiano. Questo trend è anche sottolineato dai numerosi progetti di ricerca sull’ottimizzazione degli impianti di biogas e sull’ottimizzazione dello sfruttamento dei rifiuti organici urbani».


Ma cos’è esattamente il biogas? Si tratta di un gas, composto principalmente da metano e CO2, prodotto dalla decomposizione ad opera di microorganismi di materie organiche come per esempio letame e liquami provenienti dagli allevamenti o rifiuti organici urbani. In Alto Adige al momento la biomassa destinata agli impianti di biogas proviene per più di metà dai reflui di allevamento, per un 40% dai fanghi degli impianti di depurazione e per un restante 8% dai rifiuti organici urbani, il cosiddetto “umido”. Di fatto è già previsto l’ampliamento dell’impianto di biogas da Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) di Lana, che consentirà nei prossimi anni di incrementare la produzione di biogas, fino a valorizzare la maggior parte dei rifiuti organici prodotti nei centri urbani dell’Alto Adige.


«Lo studio condotto dal’Area Energia & Ambiente del TIS si inserisce nel contesto delle attuali politiche provinciali volte ad indagare le possibilità di potenziamento delle energie rinnovabili» afferma Stefano Dal Savio, manager dell’Area energia & Ambiente del TIS, che aggiunge «le potenzialità del settore del biogas potrebbero fornire in futuro un contributo non secondario nella strada verso una maggiore indipendenza energetica, all’insegna di una maggiore sostenibilità ambientale».


Lo studio si inserisce all’interno del più ampio progetto nazionale “PROBIO”.
 


Heiko Schoberwalter
Astrid Brunetti
Kommunikation
heiko.schoberwalter@tis.bz.it
T +39 0471 068 306
F +39 0471 068 100


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