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... dove “Kunstart” e “Arredo” saranno visitabili con ingresso unico (dal 5 al 7 marzo, con orario 10.00-18.00).
ARTE E CREATIVITA’: NON TEME CRISI LA PASSIONE PER IL BELLO.
Gallerie più selezionate, stand più raccolti, eleganti superfici dedicate ai nuovi progetti. KunStart risponde alla crisi con una veste più vicina al concetto di mostra che non a quello di mercato, confermando i decisi segnali di attenzione conquistati a livello internazionale. 70 espositori da 11 Paesi e molte iniziative collaterali, per lo più focalizzate sul contemporaneo. The Glocal Rookie of the Year: il premio della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano finalizzato alla scoperta dei migliori talenti; Intersections: progetto di respiro europeo (ben 6 i Paesi coinvolti) che attraverso 32 mostre personali metterà in dialogo 16 artisti affermati con 16 artisti locali esordienti; Focus Japan: focus sul Giappone che unirà diverse gallerie di Tokyo ad altre italiane che ne seguono con attenzione arte e mercato; o ancora Sold Out: l’iniziativa finanziata dal Gruppo Itas, che mettendo in palio un’opera del valore di 5.000 euro stimolerà la curiosità del pubblico a scovare da sé e ad aggiudicarsi il migliore affare. Tutto parte dalla consapevolezza che, proprio in tempi bui, la struttura aperta di eventi come le fiere d’arte possa rivelarsi più adatta di altre a reinventarsi e a dare rilevanza al lavoro degli artisti contemporanei. Perché è noto: la crisi incombe, è finita la sbronza delle aste milionarie trasformate in party, dove un ristretto club di collezionisti faceva a gara a chi spendeva di più e più velocemente. Da tutto questo sta per emergere una nuova generazione di artisti insospettabili, pronti a rianimare mercanti in apnea e collezionisti in crisi di astinenza; e una generazione di gallerie che tornano a fare vera ricerca. Perché quando il telefono piange e il collezionista latita, critici e galleristi, anziché frequentare cene e feste, tornano a rovistare negli studi degli artisti, che più sconosciuti sono meglio è. Accadde già alla fine degli anni ‘80: il crollo, poi la rinascita. Con guadagni straordinari per chi aveva saputo cogliere l’attimo giusto. Molti dei nomi diventati familiari in questi anni scompariranno dal radar dell'arte contemporanea, mentre altri, snobbati perché non abbastanza di moda, si rafforzeranno. E anche questa volta la crisi agirà come una cartina di tornasole, aiutando a capire cosa è una patacca e cosa no. La selezione qualitativa è sempre più una selezione naturale, di stampo darwiniano: oggi solo le gallerie più solide sono in grado di sostenere le fiere, che comportano costi enormi (i galleristi giapponesi, per fare un esempio, affrontano 10.515 km di volo e ingenti costi di trasporto via mare delle opere che esporranno). Se li affrontano, è perché Bolzano sta riuscendo ad affermarsi come un’appetita vetrina per l’arte contemporanea nel cuore del nord est europa. Merito di Fiera Bolzano, che sette anni fa ha impostato la gara come una maratona anziché una corsa sui cento metri, senza temere il fiato corto e anticipando la concorrenza ai blocchi di partenza. Ma anche delle istituzioni pubbliche (Regione Trentino Alto Adige) e private (Fondazione Cassa di Risparmio e Gruppo Itas), che negli ultimi anni hanno fornito a KunStart un importante sostegno economico e progettuale. L’obiettivo più vicino, adesso, sembra quello di riuscire ad andare ancora più lontano.
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